The Future

 

The FutureSophie e Jason, due trentenni innamorati, decidono di adottare un gatto randagio, Paw Paw, ma devono attendere 30 giorni prima di portarlo a casa, perché ha una zampa rotta. Terrorizzati dalla perdita di libertà a cui li costringerà il doversi occupare giorno e notte di una piccola creatura, abbandonano i rispettivi lavori e l’abitudine a navigare in Internet per dedicarsi a vivere al massimo il mese a disposizione. Mentre Jason decide di cogliere i segnali che il mondo esterno gli lancia e si mette innanzitutto a vendere alberi porta a porta, Sophie è intenzionata a realizzare un balletto da mettere su youtube, alla maniera delle adolescenti in cerca di visibilità. Ma l’insuccesso del suo tentativo la getta in uno stato di grande frustrazione e di bassissima autostima, dalla quale riesce a distoglierla solo l’incontro sessuale con un cinquantenne lontanissimo dal suo mondo, che vive con la figlia piccola in un sobborgo residenziale di L.A. Il secondo attesissimo lungometraggio di Miranda July conferma il suo talento e la sua personalità artistica pur diversificandosi notevolmente dall’esordio registico di “Me and You and Everyone we know”. Sotto la sua lente limpida e personalissima, che distorce la prospettiva del buon senso e mescola fantasiosamente solito e insolito, questa volta c’è una crisi di coppia, scatenata dall’ansia della protagonista di rincorrere e gestire od evitare il proprio futuro senza fare i conti con il proprio presente e il proprio passato, in quanto essere umano ma anche in quanto artista e dunque in perenne ricerca di una rappresentazione di sé e del mondo (geniale, in questo senso, è l’identificazione con Paw Paw, voce del film ma soprattutto di Sophie e forse di Miranda stessa). Anziché disperdersi lungo uno schema a rete (qui non si tratta di connettersi con altri ma di disconnettersi fino a smarrirsi), il film si concentra dunque sul “doppio sogno” dei due personaggi principali, ma l’apparente normalizzazione della trama (in un certo senso quella di una donna di fronte al ticchettare dell’orologio biologico) viene piacevolmente contrastata dall’inserimento di alcuni elementi magici (con un’eco del Woody Allen di “Alice”, vien da dire) e dell’animazione surreale dell’inorganico, che mancava nel primo film ma è elemento chiave degli altri lavori della July. fonte trama


Genere: Film Sub Ita

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